La scorsa settimana è emerso che l’accordo da 100 miliardi di dollari tra Nvidia e OpenAI, annunciato in settembre e ampiamente discusso, potrebbe non concretizzarsi affatto, mostrando i primi segni di cedimento dell’economia circolare dell’intelligenza artificiale.
Nello specifico, il famoso produttore di chip avrebbe finanziato lo sviluppatore di ChatGPT, che avrebbe poi utilizzato quei fondi principalmente per acquistare i chip dello stesso Nvidia. Questo tipo di transazione ha allarmato diversi osservatori di mercato, che vi intravedono somiglianze con la bolla dotcom del 1999-2000. Secondo il Wall Street Journal, difatti, Nvidia non era così convinta dell’investimento come si credeva ed è per questo motivo che le negoziazioni non sono progredite, in quanto Jensen Huang ha sottolineato privatamente che l’accordo era “non vincolante” e “non finalizzato” e che OpenAI si è mossa per cercare chip alternativi.
Dunque, in seguito a quest’episodio, le azioni del produttore sono crollate del 10% questa settimana e, sebbene entrambe le società abbiano cercato di contenere i danni, Sam Altman che ha ribadito la sua volontà di restare “un cliente gigantesco“.
Leggi l’articolo completo What does the disappearance of a $100bn deal mean for the AI economy? su The Guardian.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (20/07/2025).

