A Singapore entra in funzione il primo rack server alimentato da neuroni umani vivi. L’Università Nazionale di Singapore, DayOne e la società australiana Cortical Labs hanno acceso un sistema composto da venti unità CL1. L’iniziativa segna il passaggio operativo dell’intelligenza artificiale verso l’integrazione di cellule biologiche coltivate da staminali nelle architetture informatiche.
L’obiettivo centrale riguarda il superamento dei limiti energetici dei classici chip in silicio. Il sistema richiede venti kilowatt complessivi, ma questa elettricità non viene usata per elaborare i dati. L’energia serve infatti ad alimentare incubatori, pompe e controlli termici indispensabili a mantenere in vita la coltura cellulare mentre esegue il calcolo.
L’avvio operativo punta ad applicazioni concrete nella robotica, nella ricerca farmaceutica e nella sicurezza informatica. Rimangono molte incognite sull’efficienza effettiva. Le cellule hanno una durata limitata a sei mesi e mancano ancora dati precisi per confermare se i consumi reali risultino inferiori a quelli dei server tradizionali.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (24/08/2026).

