• LinkedIn
  • Telegram
  • FB
  • FB

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Adolescenti dipendenti dall’IA: più della metà preferisce il mondo online

Un gruppo di adolescenti seduti intorno al tavolo di un dehor di un bar

Secondo un’indagine condotta da Male Allies UK su ragazzi di 37 scuole in Inghilterra, Scozia e Galles, oltre un terzo degli adolescenti sta considerando l’idea di avere un amico digitale, utilizzando l’IA come terapeuta, confidente e persino partner romantico.

La natura iper-personalizzata di questi chatbot rappresenta il principale elemento di attrazione. Come spiega Lee Chambers, fondatore di Male Allies UK, i giovani li usano come assistenti tascabili, terapeuti quando sono in difficoltà e compagni quando cercano validazione. Il problema è che questi chatbot si adattano perfettamente all’utente, rispondono istantaneamente e dicono sempre ciò che l’adolescente vuole sentire, creando una dipendenza difficile da spezzare. I dati sono preoccupanti: più della metà dei ragazzi trova il mondo online più gratificante della realtà. Alcuni rimangono svegli fino all’alba per conversare con i bot, mentre altri hanno visto amici cambiare completamente personalità.

A tal proposito, Character.ai, una delle piattaforme più popolari, ha annunciato il divieto totale di conversazioni aperte per gli adolescenti dopo casi drammatici, tra cui il suicidio di un quattordicenne in Florida ossessionato da un bot. Inoltre, Male Allies UK teme che le “fidanzate” virtuali, incapaci di dire no, impediscano ai ragazzi di sviluppare capacità relazionali sane e di imparare a rispettare i confini altrui.

Leggi l’articolo completo Teenage boys using ‘personalised’ AI for therapy and romance, survey finds su The Guardian.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (30/10/2025).

Esplora altri articoli su questi temi