Un recente studio del MIT ha evidenziato come fare troppo affidamento sui chatbot possa ridurre le capacità di pensiero critico e potenzialmente diminuire la nostra abilità di discernere autonomamente le informazioni false.
I ricercatori hanno monitorato 67 partecipanti per quattro settimane, sottoponendoli a quiz per verificare se coppie di titoli e immagini di notizie fossero autentiche. I risultati hanno mostrato che assistenti AI come Claude e ChatGPT possono essere utili per individuare le fake news, ma quando i partecipanti si affidavano troppo ad essi, peggioravano nella capacità di riconoscere autonomamente i contenuti di disinformazione.
Preoccupazioni sugli effetti della dipendenza dall’AI e da altre tecnologie non sono una novità. Calcolatrici e navigatori GPS hanno ad esempio indebolito la capacità di calcolo mentale o orientamento. Uno studio del Lancet del 2025 ha rilevato che i medici che usano strumenti di classificazione AI per rilevare il cancro alla fine peggiorano nel farlo autonomamente.
I ricercatori hanno anche riscontrato che, nel decidere quali titoli e immagini fossero reali, l’AI spesso prediligeva una risposta accurata piuttosto che coltivare la capacità di pensare. Lo studio suggerisce dunque che l’approccio di un sistema AI, più prescrittivo o indagativo, può influenzare la capacità dell’utente di mantenere un buon giudizio.
Nonostante i limiti metodologici, i ricercatori affermano che i loro risultati sono particolarmente importanti per gli educatori che fanno sempre più affidamento sull’AI per strumenti di apprendimento. Le osservazioni dello studio sono rilevanti anche per il pubblico più ampio, data l’inondazione di informazioni online dubbie, da notizie e immagini virali a affermazioni mediche e voci politiche.
Leggi l’articolo completo: Over-reliance on chatbots can diminish critical-thinking skills, study finds su The Guardian
Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (17/06/2025).

