I nuovi browser potenziati dall’intelligenza artificiale, come ChatGPT Atlas di OpenAI e Comet di Perplexity, stanno tentando di rivoluzionare il modo in cui navighiamo online. Questi strumenti promettono di completare attività al nostro posto, cliccando su siti web e compilando moduli automaticamente, ma dietro questa innovazione si nascondono rischi significativi per la privacy degli utenti.
Gli esperti di cybersecurity, difatti, avvertono che questi agenti AI rappresentano un pericolo maggiore rispetto ai browser tradizionali. Per funzionare al meglio, richiedono accesso completo a email, calendari e contatti. Nei test condotti da TechCrunch, si sono rivelati utili per compiti semplici, ma spesso faticano con attività più complesse, sembrando più un trucco divertente che un vero miglioramento della produttività. La preoccupazione principale riguarda gli attacchi di prompt injection quando i malintenzionati possono nascondere istruzioni dannose nelle pagine web, ingannando l’agente AI e inducendolo a esporre dati personali o compiere azioni non autorizzate, come acquisti o post sui social media.
Dunque, nonostante le misure di sicurezza, secondo Steve Grobman di McAfee si tratta di “un gioco del gatto e del topo” in continua evoluzione in cui gli esperti consigliano quindi di usare password uniche, autenticazione a più fattori e soprattutto di limitare l’accesso di questi browser a dati sensibili.
Leggi l’articolo completo The glaring security risks with AI browser agents su TechCrunch.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (10/07/2025).

