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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

AI: solo novità o anche antichità? | Non AI Capito Ep.9

L'immagine mostra la copertina di una puntata del podcast "Non AI capito!" intitolata "L'IA è solo novità o anche antichità?". Nella parte superiore, il titolo del podcast è scritto in bianco su uno sfondo verde sfumato, con una grafica di un telefono che mostra un'immagine digitale elaborata con evidenti linee e quadrati viola. In basso, i tre persone sono sedute insieme e guardano il loro dispositivo mobile. Il logo del podcast è visibile nell'angolo in alto a destra.

La nuova puntata di Non AI Capito, il format breve di AIAIAI Podcast, il podcast di questo magazine, inaugura la terza stagione con un tema un po’ meno esplorato nel racconto pubblico sull’intelligenza artificiale, ovvero il rapporto tra IA e archeologia. 

Tra birre antiche e lingue perdute

La puntata inizia presentando il caso della lingua ugaritica, che è una lingua semitica del Tardo Bronzo utilizzata nel regno di Ugarit, nell’attuale Siria. In rete circola la voce secondo cui un sistema di intelligenza artificiale sarebbe riuscito a tradurre un testo mai decifrato prima. L’episodio spiega perché questa narrazione è falsa, ripercorrendo come funzionano davvero le pratiche di analisi e interpretazione dei testi antichi e spiegando perché il contributo umano resti centrale.

La notizia vera: la Vesuvius Challenge

L’episodio introduce il caso della Vesuvius Challenge, una competizione internazionale che ha coinvolto ricercatori, informatici e studiosi di discipline umanistiche nello studio dei papiri carbonizzati di Ercolano. Viene spiegato in che modo l’AI è stata utilizzata per leggere testi altrimenti inaccessibili. 

Dall’università alla startup

Successivamente, viene presentato il percorso di Iris Kramer e il progetto ArchAI, nato come ricerca accademica e poi trasformato in iniziativa imprenditoriale per individuare siti archeologici attraverso il riconoscimento di forme e pattern. L’IA, in questo caso, viene impiegata come strumento di supporto all’analisi di grandi quantità di dati, non come sostituto dell’archeologo, sottolineando il valore della collaborazione tra competenze diverse.

Strumenti, bias e narrazioni fuorvianti

L’episodio ripercorre le principali applicazioni dell’IA in archeologia, come il machine learning per la classificazione dei reperti, il deep learning per le ricostruzioni virtuali, l’IA generativa per produrre immagini e testi. Proprio questa capacità solleva interrogativi epistemologici come, ad esempio, se gli output possano apparire storicamente credibili pur essendo costruiti su modelli statistici e dataset incompleti, con il rischio di riprodurre pregiudizi o visioni del passato già superate.


Autori episodio: Marinella Quaranta, Ivan Spada e Ilaria Amantea
Studio di produzione: @DigistartMedia

La nuova puntata di Non AI Capito è disponibile su YouTube e Spotify.

Ascolta anche gli episodi della prima e seconda stagione di AIAIAI podcast

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