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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Algorithms of Anxiety

L'immagine mostra la copertina del libro "The Age of Anxiety" di Anthony Elliott. In primo piano, il titolo è scritto in caratteri bianchi su uno sfondo nero, con il nome dell'autore, "Anthony Elliott", situato sotto il titolo. La copertina presenta anche un'immagine sfocata di una folla con un quadrato sul volto di una persona, suggerendo il tema dell'identificazione visuale.

Gli algoritmi di machine learning sono spesso visti come la chiave per un futuro migliore. La rivoluzione digitale promette un mondo in cui gli individui, le comunità e le organizzazioni possano finalmente prendere il controllo del futuro, anticipandolo e modellandolo con precisione matematica. Tuttavia, paradossalmente, le stesse tecnologie alimentano paure diffuse, come la perdita di posti di lavoro, l’influenza dei social network sugli adolescenti o l’estensione della sorveglianza digitale. Viviamo in un’era di ansia accelerata, dove i progressi tecnologici si intrecciano con una crescente incertezza.

Nel libro “Algorithms of Anxiety. Fear in the Digital Age“, l’autore Anthony Elliott esplora come gli algoritmi non solo stiano trasformando le istituzioni, ma stiano anche riscrivendo le nostre vite personali. Attraverso un’analisi che coinvolge ChatGPT, Amazon, il Metaverso, Netflix, Uber e molti altri protagonisti della rivoluzione tecnologica, Elliott indaga come la nostra crescente dipendenza dalle tecnologie stia esternalizzando le decisioni personali alimentando di ritorno un senso di ansia generalizzato. L’autore mette in discussione l’idea che l’adozione di nuove tecnologie sia necessaria per una vita soddisfacente, e che invece possa portare a maggiore insoddisfazione da parte degli individui.

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