Come proteggersi dalle video-manipolazioni
I ricercatori scientifici si trovano sempre più spesso vittime di truffe basate su deepfake, video manipolati attraverso l’intelligenza artificiale che li ritraggono mentre promuovono falsi farmaci o diffondono disinformazione. Un fenomeno in crescita che minaccia non solo la reputazione personale degli scienziati, ma anche la credibilità della comunità scientifica nel suo complesso.
Il caso emblematico della dottoressa Mathabe
Nel gennaio 2024, la dottoressa Kgomotso Mathabe, urologa sudafricana dell’Ospedale Accademico Steve Biko di Pretoria, ha scoperto di essere protagonista involontaria di un video deepfake che la mostrava mentre promuoveva un falso farmaco per la disfunzione erettile.
“Era un video di me che parlavo di un nuovo farmaco basato su una ricerca che avrei condotto” – racconta la dottoressa Mathabe.
Il video appariva talmente realistico che amici e familiari hanno iniziato a contattarla dopo averla vista ripetutamente su Facebook. La truffa non si limitava alla sola disinformazione: gli utenti venivano reindirizzati a un sito web dove, inserendo i propri dati bancari per ricevere il farmaco, subivano ripetuti prelievi fraudolenti senza ricevere alcun prodotto.

Non un caso isolato
Il fenomeno sta colpendo ricercatori in tutto il mondo. In India, il diabetologo Viswanathan Mohan è apparso in diversi video deepfake, incluso uno in cui sembrava parlare in hindi, una lingua che non conosce.
I deepfake stanno diventando:
- Più sofisticati
- Più difficili da individuare
- Più economici da produrre
- Più accessibili a chi vuole crearli
Perché i ricercatori sono un target?
Christopher Doss, ricercatore quantitativo della RAND Corporation, spiega:
“Quando si cerca di diffondere disinformazione, si vogliono manipolare quelle che le persone considerano fonti affidabili di informazione”
Uno studio condotto dalla RAND Corporation ha rivelato che tra il 27% e il 50% delle persone non riesce a distinguere i video scientifici falsi da quelli autentici.
Come proteggersi: consigli pratici per i ricercatori
1. Prevenzione
- Cautela nella condivisione di contenuti multimediali
- Conservazione dei video originali per eventuale debunking
- Monitoraggio regolare della propria presenza online
2. Reazione in caso di attacco
- Mantenere la calma
- Contattare immediatamente le piattaforme social per la rimozione
- Informare il proprio datore di lavoro e gli organi professionali
- Documentare le inconsistenze nel video fake
- Valutare azioni legali se necessario
La natura transnazionale di queste truffe rende difficile perseguire legalmente i responsabili. Come evidenzia il dottor Mohan:
“La polizia informatica riceve migliaia di denunce ogni giorno e spesso può fare ben poco”
Conclusioni e prospettive future
Con il progredire della tecnologia AI, il fenomeno dei deepfake scientifici è destinato ad aumentare. È fondamentale che la comunità scientifica e le istituzioni sviluppino strumenti e protocolli più efficaci per contrastare questa minaccia.
Immagine di copertina generata tramite Flux
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