Le agenzie di cybersicurezza dei Five Eyes (Australia, USA, UK, Nuova Zelanda e Canada) hanno lanciato un raro avvertimento congiunto, sostenendo che modelli di intelligenza artificiale molto potenti potrebbero rappresentare una seria minaccia per governi e aziende nel giro di pochi mesi.
Secondo le agenzie, l’IA potrà nel tempo rafforzare la difese in ambito informatico, automatizzando il rilevamento delle vulnerabilità e la risposta agli attacchi, ma la stessa capacità può essere usata in senso offensivo da parte di attori malevoli, aumentando velocità, scala e complessità delle minacce. I modelli di frontiera potrebbero abbassare drasticamente le competenze necessarie per condurre operazioni dannose, rendendo più accessibili strumenti finora riservati ad attori altamente qualificati. La dichiarazione afferma che serve una risposta coordinata, che coinvolga non solo le singole organizzazioni ma l’intera società: “è necessaria una risposta a tutti i livelli, il rischio cyber non è più solo una questione tecnica ma un rischio aziendale e una responsabilità dei vertici”.
Secondo l’esperta Olivia Shen, ricercatrice in sicurezza nazionale e IA presso lo United States Studies Centre dell’Università di Sydney, l’attenzione oggi è concentrata su Anthropic e sui suoi modelli più avanzati, ma il problema è più ampio, dal momento che sistemi con capacità analoghe potrebbero essere già in sviluppo presso altre aziende, Stati o attori meno trasparenti.
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Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (27/05/2025).

