L’era delle foto ritoccate e delle frasi copiate sembra ormai preistoria alla luce del nuovo fenomeno del chatfishing che sta dilagando oggi tra chi cerca l’amore sulle app di incontri: conversazioni apparentemente perfette, ma che, in realtà, sono generate da ChatGPT.
Una ragazza, Rachel, di 36 anni, ne sa qualcosa dato che per tre settimane ha scambiato messaggi profondi con una persona su Hinge: conversazioni sui traumi infantili, scambi notturni che la tenevano incollata al telefono e poi l’incontro dal vivo nettamente differente, con un uomo educato ma stranamente piatto, incapace di sostenere lo stesso tipo di dialogo. “Era come se non mi avesse mai parlato“, racconta la protagonista della storia in questione e da lì il sospetto dell’utilizzo dell’intelligenza artificiale nei primi scambi telematici. Sempre più persone, difatti, adottano questo trend: c’è chi lo fa occasionalmente, come Nick, che cerca “l’equilibrio perfetto senza sprecare tempo emotivo“, e chi si affida completamente, come Jamil, che ha scoperto intere community dedicate a studiare stratagemmi da usare per generare messaggi efficaci.
Il risultato di questa tendenza, tuttavia, sono appuntamenti reali, ma surreali, in cui ci si trova davanti a sconosciuti che incarnano la dicotomia espressa precedentemente con l’illusione disperata che l’intelligenza artificiale possa connetterci emotivamente, senza considerare che quest’ultima richiede una forma di vulnerabilità umana alla base del desiderio, e su cui gli algoritmi non possono essere addestrati.
Leggi l’articolo completo ‘I realised I’d been ChatGPT-ed into bed’: how ‘Chatfishing’ made finding love on dating apps even weirder su The Guardian.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (15/01/2025).

