Anthropic ha dichiarato di aver individuato campagne di tre aziende cinesi (DeepSeek, Moonshot AI e MiniMax) per estrarre illecitamente capacità dal suo chatbot Claude. La tecnica impiegata è la cosiddetta distillazione, in cui gli output di un sistema avanzato vengono usati per potenziare modelli meno capaci a costi ridotti.
Anthropic descrive la vicenda come un furto su scala industriale di proprietà intellettuale che ha coinvolto circa 16 milioni di scambi e 24.000 account falsi. MiniMax avrebbe condotto l’operazione più massiccia, con oltre 13 milioni di interazioni. Le attività si sono concentrate su codice, ragionamento agentivo e uso degli strumenti, aree in cui Claude è considerato particolarmente competitivo. Per aggirare il divieto di accesso commerciale dalla Cina i tre laboratori avrebbero instradato il traffico attraverso proxy e reti di account fraudolenti, eludendo anche i controlli all’esportazione sulle tecnologie statunitensi.
Anthropic ha sottolineato che i modelli ottenuti per distillazione illecita difficilmente conservano i vincoli di sicurezza originali, come le restrizioni sullo sviluppo di bioarmi o sugli attacchi informatici, configurando così un rischio per la sicurezza nazionale. La società ha evidenziato che la frequenza ed entità di questi episodi è in aumento e invocato una risposta coordinata tra industria e governo, affermando che nessuna azienda può affrontare il problema da sola. Anche OpenAI aveva già denunciato pratiche analoghe lo scorso anno e ha rinnovato le accuse al Congresso poche settimane fa.
Leggi l’articolo completo: US AI giant accuses Chinese rivals of mass data theft | AI (artificial intelligence) su The Guardian
Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (10/08/2025).

