Dal 2022, da quando l’AI generativa è esplosa sui mercati, le grandi aziende tecnologiche globali hanno licenziato quasi 560.000 dipendenti — tra cui Amazon, Tesla, Google, Microsoft e Meta — pur investendo oltre 660 miliardi di dollari in datacenter e modelli di intelligenza artificiale nel solo 2026.
Il rilascio di nuovi strumenti da parte di Anthropic e OpenAI ha scatenato vendite di massa in Borsa su interi settori — software, logistica, consulenza legale, gestione del risparmio — convinti che l’IA stia per “mangiare” non solo ciò che riguarda il lato software, ma l’intera economia che ne sta alle spalle. A questo proposito, difatti, il comparto software ha già perso il 34% in dodici mesi, bruciando 2.000 miliardi di dollari di capitalizzazione.
Pertanto, Dario Amodei, CEO di Anthropic, ha scritto che «l’IA non è un sostituto di specifici lavori umani, ma un sostituto generale del lavoro umano», prevedendo che nei prossimi cinque anni potrebbe rimpiazzare metà degli impiegati di bassa fascia. Nvidia oggi vale venti volte IBM del 1985 con un quindicesimo dei dipendenti, standardizzando una tendenza secondo cui il valore economico remunera sempre più il capitale stesso e sempre meno i lavoratori. Nonostante ciò, però, Amodei promette che Anthropic valuterà come retribuire i propri dipendenti anche quando non forniranno più valore economico in senso tradizionale.
Leggi l’articolo completo Meno lavoro e più profitti con l’Ai. Ma Amodei di Anthropic promette: «Pagheremo i dipendenti anche se non lavorano più» su Il Corriere della Sera.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (28/01/2025).

