Un progetto pilota che utilizza l’intelligenza artificiale, la realtà virtuale e la scansione 3D per insegnare ai bambini attraverso la scultura sta rivoluzionando il modo di fare scuola nel Regno Unito. Tre istituti di Coventry e Warwickshire hanno ospitato per sei settimane artisti in residenza, con l’obiettivo di dimostrare come arte e tecnologia possano diventare strumenti alternativi all’apprendimento tradizionale basato sui testi.
Il programma, realizzato dal Pangaea Sculptors’ Centre di Coventry e dalla sua fondatrice Lucy Tomlins, è già destinato a essere esteso a livello nazionale. «La scultura è un ponte potente tra arte, ingegneria e design», spiega Tomlins. «È fondamentale che i bambini capiscano che esistono modi diversi di imparare», aggiunge, sottolineando come un approccio basato sui progetti aiuti soprattutto i bambini con bisogni speciali, spesso penalizzati da una didattica troppo lineare.
I risultati di tutto ciò sono già tangibili: un alunno di nove anni della Camp Hill Primary School di Nuneaton racconta entusiasta di aver creato «una strana figura astratta con corna e aculei». Kevin Walsh, responsabile dello sviluppo personale della scuola, conferma l’impatto positivo dell’iniziativa: «Hanno avuto tantissime occasioni per fare lavori manuali e modellazione al computer. Vogliamo mostrare loro che fare l’artista è una vera scelta di carriera.»
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (05/09/2025).

