In Australia, il governo Albanese sta valutando di vietare l’uso degli smart glasses dotati di videocamera negli edifici governativi, a causa dei rischi per privacy e sicurezza. Secondo quanto riportato da Reuters, la ministra per il servizio pubblico Katy Gallagher ha chiesto alla Public Service Commission di esaminare l’opportunità di introdurre un divieto per i dispositivi capaci di registrare immagini e informazioni negli ambienti di lavoro della pubblica amministrazione.
La questione riguarda soprattutto la possibilità di effettuare registrazioni in modo poco occulto e senza il consenso delle persone presenti. Canberra sta inoltre preparando linee guida più ampie sull’impiego dell’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro, coinvolgendo grandi aziende come Microsoft, Commonwealth Bank, Telstra e AGL.
Il dibattito non riguarda solo l’Australia. Oslo ha già vietato gli smart glasses nelle scuole, mentre Inghilterra e Galles hanno escluso i dispositivi Meta dai tribunali. In Germania, un’associazione per la tutela dei diritti dei consumatori ha presentato una denuncia contro Meta e altri soggetti coinvolti nella commercializzazione dei dispositivi, invocando le normative sulla privacy.
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Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (11/05/2025).

