L’intelligenza artificiale rischia di penalizzare soprattutto le donne che lavorano nei settori tecnologico e finanziario. È quanto emerge da un rapporto della City of London Corporation, che documenta come le professioniste siano più esposte alla perdita del lavoro per automazione rispetto ai colleghi di sesso maschile e vengano sistematicamente scartate da processi di selezione troppo rigidi.
Il fenomeno, in particolare, colpisce le lavoratrici a metà carriera, quelle con almeno cinque anni di esperienza. Un elemento che spiega la pervasività del fenomeno riguarda il fatto che i sistemi di screening dei curriculum, spesso automatizzati, spesso non tengono conto delle interruzioni professionali dovute alla cura di figli o familiari, penalizzando candidate qualificate in settori dove le donne sono già sottorappresentate. Per questo motivo, nei prossimi dieci anni circa 119.000 posizioni impiegatizie, occupate prevalentemente da donne nei settori tech e finanza, rischiano di essere sostituite dall’automazione.
La riqualificazione, dunque, potrebbe essere la chiave: investire nella formazione farebbe risparmiare alle aziende fino a 757 milioni di sterline in licenziamenti, oltre a puntare sul potenziale piuttosto che sulla sola esperienza tecnica per trattenere i talenti, considerando che ogni anno 60.000 donne abbandonano il settore tech per mancanza di crescita e riconoscimento e, mentre le donne vengono ignorate, nel 2024 oltre 12.000 posizioni digitali sono rimaste vacanti, a testimonianza del paradosso in essere.
Leggi l’articolo completo Women in tech and finance at higher risk from AI job losses, report says su The Guardian.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (07/05/2025).

