Le autorità francesi hanno perquisito la sede parigina di X, la piattaforma di Elon Musk, nell’ambito di un’indagine per presunti reati informatici. L’inchiesta, coordinata dall’unità cyber della procura di Parigi con il supporto della polizia nazionale ed Europol, ha portato alla convocazione di Musk e dell’ex CEO Linda Yaccarino per interrogatori “volontari” ma obbligatori, in relazione alla gestione della piattaforma nel periodo sotto esame.
L’indagine è stata avviata in seguito a una denuncia parlamentare, e riguarda l’uso degli algoritmi e la possibile manipolazione dei sistemi di raccomandazione, oltre a presunte estrazioni fraudolente di dati. Nel tempo si è ampliata includendo diffusione organizzata di materiale pedopornografico, deepfake sessualizzati, violazione dei diritti d’immagine e negazione di crimini contro l’umanità. Le autorità francesi hanno esteso le indagini al chatbot Grok, accusato di negazionismo dell’Olocausto e di generare immagini sessualizzate anche di minori.
L’azione si inserisce in un più ampio irrigidimento europeo verso le piattaforme social. Proprio In questi giorni Grecia e Spagna stanno discutendo possibili divieti di accesso ai social network per i minori di 15 e 16 anni. X respinge tutte le accuse, definendo il blitz un’operazione politica che minaccia la libertà di espressione. Per la procura francese, invece, l’obiettivo è garantire che la piattaforma rispetti le leggi nazionali mentre opera sul territorio europeo.
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Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (17/06/2025).

