Questo martedì 13 gennaio Bandcamp ha annunciato il divieto totale di musica generata dall’IA, dichiarando di voler “mettere la creatività umana al primo posto”. La piattaforma, particolarmente amata dalla scena indipendente, non consentirà più brani creati “interamente o in larga parte” da sistemi di intelligenza artificiale, né l’uso dell’IA per imitare artisti o stili esistenti.
Futurism riporta che fan e musicisti hanno accolto la decisione con grande entusiasmo, soprattutto in contrasto con piattaforme come Spotify, accusate di tollerare un’ondata di brani artificiali usati per manipolare algoritmi, generare profitti o impersonare artisti reali. Mentre le grandi piattaforme arrancano nel moderare questo afflusso, Bandcamp punta sulla fiducia degli ascoltatori, rivendicando il valore della musica in quanto “risultato di un dialogo culturale umano che risale a prima della parola scritta”, e non mero prodotto algoritmico. ”Crediamo che la connessione umana che si crea attraverso la musica sia una parte vitale della nostra società e della nostra cultura”, afferma l’annuncio pubblicato sul blog.
Tuttavia, osserva Futurism, l’applicazione concreta della policy resta un’incognita, e il rischio di una “caccia alle streghe” contro artisti legittimi potrebbe essere dietro l’angolo. La sfida sarà riuscire a distinguere efficacemente il contributo umano da quello sintetico in un panorama tecnologico in cui il confine tra strumento e autore si fa sempre più labile.
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Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (19/11/2024).

