Il raid nell’abitazione della giornalista del Washington Post Hannah Natanson pone allìattenzione una questione che, potenzialmente, riguarda tutti noi. Il mandato di perquisizione autorizzava l’FBI a usare il volto e le dita della reporter per sbloccare i suoi dispositivi tramite biometria, senza consenso. Un giudice ha dato il via libera a bypassare le protezioni biometriche che molti usano per comodità. Natanson non è stata accusata di alcun crimine, ma questo non ha impedito l’accesso forzato ai suoi dispositivi.
La questione legale è delicata. Nel 2024 la Corte d’Appello del D.C. ha stabilito che lo sblocco biometrico può essere una forma di testimonianza protetta dal Quinto Emendamento. Tuttavia i limiti restano vaghi. Gli investigatori non possono chiedere dettagli sulla configurazione biometrica, ma possono provare fisicamente a sbloccare il dispositivo usando volto e dita della persona senza il suo consenso attivo.
La soluzione consigliata dagli esperti è semplice ma scomoda. Disattivare la biometria e usare solo password alfanumeriche complesse. Spegnere il telefono prima di dormire lo mette in stato criptato. In situazioni ad alto rischio come proteste o attraversamenti di frontiera, la biometria andrebbe sempre disabilitata. La comodità di uno sblocco rapido potrebbe costarci cara in termini di privacy e protezione dei dati personali.
Leggi l’articolo completo “Washington Post Raid Is a Frightening Reminder: Turn Off Your Phone’s Biometrics Now “ su The Intercept.
“Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (04/02/2026)”.

