In Indonesia migliaia di creator, i cosiddetti buzzer, gestiscono account che pubblicano contenuti politici su Facebook non per convinzione ideologica ma per guadagnare denaro, sfruttando il programma che Meta usa per pagare i creator in base al coinvolgimento generato. Adira, una donna di Giava Occidentale intervistata dal Guardian, pubblica ogni giorno in gruppi dedicati alla senatrice australiana Pauline Hanson, condividendo anche immagini generate con l’intelligenza artificiale, pur ammettendo di non conoscere la politica del paese che racconta.
Adira spiega di non ricevere ordini da alcuna agenzia, ma di scegliere i gruppi seguendo i suggerimenti della piattaforma e i consigli scambiati con altri creator indonesiani. Secondo il ricercatore Ross Tapsell, il fenomeno riunisce sia semplici cacciatori di clic sia account legati a partiti o aziende pubblicitarie, in alcuni casi finanziati dallo Stato.
Nel 2025 Meta ha versato ai creator quasi tre miliardi di dollari per contenuti reel, foto e testi. Per il ricercatore Timothy Graham, è proprio questo modello di pagamento a incentivare contenuti politici da parte di chi non ha alcun legame reale con quelle battaglie.
Leggi l’articolo completo “Inside a meme factory: meet one of thousands of Indonesians trading political outrage clicks for Facebook cash” su The Guardian.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (10/08/2026).

