Negli Stati Uniti, le cause civili presentate da persone senza avvocato sono salite dall’11% del 2022 al 16,8% del 2025, secondo uno studio su 4,5 milioni di fascicoli federali firmato da Anand Shah (MIT) e Joshua Levy (University of Southern California). Analizzando 1.600 documenti con il rilevatore Pangram, i ricercatori hanno rilevato che la quota di testi scritti con l’IA è passata dall’1% nel 2023 al 18% nel 2026. La giudice federale Maritza Braswell, magistrata in Colorado, attribuisce parte dell’aumento all’uso dell’IA, riconoscibile da stile e occasionali allucinazioni o citazioni inventate.
Per giudici come Maritza Braswell, magistrata federale in Colorado, l’aumento coincide con un miglioramento nella qualità delle dichiarazioni. I testi prodotti con l’aiuto di chatbot, secondo Braswell, risultano più chiari, anche se talvolta contengono allucinazioni. Tuttavia lo studio segnala che questa maggiore chiarezza non si traduce in più vittorie, rilevando che chi si difende da solo perde comunque più spesso di chi ha un legale. Joshua Levy nota infatti che la conduzione di una causa è un compito complesso e articolato, non riducibile alla sola scrittura. I tribunali sono inoltre divisi sul fatto che le conversazioni con i chatbot debbano godere della stessa riservatezza di quelle tra avvocato e cliente, mentre cresce il contenzioso su chi sia responsabile quando un’IA fornisce consulenza legale sbagliata, come nella causa intentata da Nippon Life Insurance contro OpenAI.
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