Sempre più persone usano ChatGPT per affrontare dubbi e insicurezze nelle relazioni. C’è chi gli chiede se un messaggio nasconde un addio, chi analizza conversazioni con un partner, e chi cerca conforto dopo una rottura. L’intelligenza artificiale sta diventando una sorta di confidente silenzioso, pronto a rispondere in ogni momento.
Kate, 35 anni, lo usa come un vero “terapista virtuale”. Carica le chat con il suo compagno e chiede a ChatGPT di interpretare emozioni e intenzioni. A volte si sente rassicurata, altre volte ancora più confusa. La sua terapeuta le ha detto chiaramente: “Serve affrontare le emozioni, non evitarle con strumenti digitali”.
Anche Andrew, 36 anni, ha chiesto all’IA se fosse stato lasciato davvero dalla sua ex. Non ricevendo risposte chiare, si è comunque sentito meno solo. “È come parlare con qualcuno senza il peso del giudizio”, dice.
Ma ci sono anche dei pericoli. ChatGPT non ha un cuore, solo algoritmi. Può analizzare testi, ma non cogliere sfumature, contesto o sentimenti profondi. Inoltre, molte persone condividono dati personali, rischiando la propria privacy.
L’uso dell’IA nei rapporti umani è in crescita, anche grazie a video virali sui social. Ma affidare il cuore a una macchina resta una scelta che richiede cautela.
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