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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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Un chip che cresce con il cervello, la sfida di Science Corp

Immagine astratta di un viso di profilo con un chip nel cervello. Toni acquarellosi azzurrini.

Un chip nel cervello che cresce con te. È l’ambizione di Science Corporation, startup fondata da Max Hodak, già presidente di Neuralink, che si prepara a testare sull’uomo un’interfaccia cervello-computer di nuovo tipo.

A guidare i primi trial clinici negli Stati Uniti sarà il dottor Murat Günel, direttore di Neurochirurgia alla Yale Medical School. L’obiettivo, dunque, è quello di impiantare un sensore nel cervello di pazienti che devono già sottoporsi a interventi neurochirurgici importanti, come le vittime di ictus. Il dispositivo — delle dimensioni di un pisello, con 520 elettrodi — non verrà inserito nel tessuto cerebrale come il chip di Neuralink, ma posizionato sopra la corteccia. Per questo, l’azienda sostiene di non aver bisogno dell’approvazione FDA.

La vera novità, tuttavia, non risiede nell’approccio ma nel fatto che, al posto di usare sonde metalliche, Science vuole integrare neuroni coltivati in laboratorio, stimolabili con la luce, capaci di fondersi biologicamente con il cervello del paziente. Un ponte, dunque, tra elettronica e biologia in cui le applicazioni potenziali vanno dalla cura dell’epilessia al Parkinson, fino al ripristino della vista — già in fase avanzata con il dispositivo PRIMA. «Se riuscissimo a reimpiantare le cellule giuste e proteggere quei circuiti, potremmo fermare la progressione del Parkinson», dice Günel. I trial, però, non inizieranno prima del 2027.

Leggi l’articolo completo Max Hodak’s Science Corp. is preparing to place its first sensor in a human brain su TechCrunch.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (21/07/2025).

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