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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Cibo disegnato dall’IA: i clienti non ci cascano più

Menu di hamburger fuori dalla vetrina di un ristorante

Le immagini generate dall’intelligenza artificiale stanno invadendo i menu dei ristoranti americani, ma il risultato non convince: carne che sembra cuoio, pane simile a pelle di rettile, piatti dall’aspetto innaturale. Sui social il fenomeno è già virale, tra hashtag ironici e migliaia di condivisioni indignate.

A San Francisco, epicentro dello sviluppo IA, un locale ha persino subito atti vandalici dopo aver esposto un’insegna con immagini palesemente artificiali. Il messaggio dei clienti è chiaro: si accorgono quando il cibo non è reale, e la cosa non piace. Dietro questa tendenza c’è una logica economica precisa: con margini di profitto ridotti al minimo, molti ristoratori preferiscono affidarsi a ChatGPT piuttosto che pagare un fotografo o un grafico professionista. Un rapporto della National Restaurant Association conferma che oltre un quarto dei gestori usa già l’IA per marketing, gestione ordini e organizzazione del personale.

Gli esperti però mettono in guardia: gli studi mostrano che i consumatori gradiscono le immagini IA solo finché non sanno che sono artificiali. Una volta scoperto l’inganno, l’appetito cala. C’è poi un effetto collaterale sottile: l’IA tende ad “abbellire” il cibo aggiungendo grassi e porzioni più abbondanti, rischiando di distorcere inconsciamente le aspettative di chi mangia. Tuttavia, non mancano le contro-narrazioni: alcuni locali fanno del rifiuto dell’IA un vero e proprio marchio identitario, pubblicando disegni fatti a mano e ottenendo enorme consenso online, non senza una punta di ironia quando ciò avviene proprio sulle piattaforme dei social alimentate dall’intelligenza artificiale stessa.

Leggi l’articolo completo Uncanny and unappetizing: appetites spoil as AI images take over food menus su The Guardian.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (06/09/2026).

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