ByteDance, la società madre di TikTok, sta lavorando nell’ombra per espandere il suo impero dell’intelligenza artificiale oltre i confini cinesi. Difatti, mentre in patria domina Doubao, un chatbot con 157 milioni di utenti mensili, all’estero, invece, punta tutto su Cici, una versione gemella disponibile in Regno Unito, Messico e Sud-Est asiatico, ma bloccata sia in Cina che negli Stati Uniti.
La strategia per la promozione è pervasiva, con 400 annunci pubblicitari lanciati in Messico, accompagnati da altrettante campagne con influencer su TikTok, tutte riportanti il seguente messaggio: un’intelligenza artificiale gratuita e potente, capace di risolvere problemi matematici complessi. I risultati non si sono fatti attendere. Cici, difatti, si è posizionata tra le prime venti app gratuite più scaricate in diversi paesi, diventando addirittura la numero uno in Messico per un’intera settimana. L’aspetto più interessante, però, ha a che fare con la scelta tecnologica: pur appartenendo a ByteDance, Cici utilizza i modelli GPT di OpenAI e Gemini di Google e non quelli proprietari cinesi.
La sfida più grande, tuttavia, resta quella geopolitica: senza le protezioni normative che in Cina tengono lontani i competitor occidentali, ByteDance deve confrontarsi direttamente con i giganti americani dell’IA, portando con sé il peso dei sospetti sulla sicurezza dei dati e i complessi legami con Pechino.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (29/04/2025).

