La Cina ha approvato NEO, il primo impianto cerebrale invasivo BCI (brain-computer interface, dispositivo che traduce i segnali cerebrali in comandi per macchine esterne) al mondo a ottenere il via libera per uso clinico oltre la sperimentazione. Neo è stato sviluppato da Neuracle Technology con l’Università di Tsinghua ed è destinato a pazienti tra 18 e 60 anni con paralisi agli arti causata da lesioni spinali.
L’impianto funziona tramite otto sensori posizionati sulla dura madre, la membrana protettiva esterna del cervello, senza penetrare la corteccia cerebrale come fa invece l’N1 di Neuralink. Questo design “meno invasivo”, secondo il ricercatore Avinash Singh (University of Technology di Sidney), comporta minori rischi di emorragia e cicatrizzazione, il che ha permesso di ottenere l’approvazione attraverso un percorso regolatorio accelerato, molto più rapido dei tempi tipici della FDA statunitense.
La Cina ha già iniziato a integrare il dispositivo nel proprio sistema di assicurazione sanitaria nazionale, e l’ultimo piano quinquennale del governo include le BCI tra i sei settori tecnologici considerati strategici, insieme a quantum computing e robotica umanoide. Altri dispositivi simili sono inoltre in attesa di approvazione, tra cui Beinao-1, pensato per pazienti con difficoltà motorie e del linguaggio causate da lesioni spinali o sclerosi laterale amiotrofica. Secondo Singh, l’approvazione potrebbe arrivare già a partire dal 2028.
Leggi l’articolo completo: China has approved the world’s first invasive brain-computer chip—here’s what’s next su MIT Technology Review
Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (27/01/2025).

