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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Collaborazione apparente: ChatGPT e il potere del linguaggio

collaborazione con IA?

La collaborazione con ChatGPT è diventata un argomento caldo dopo l’uscita di Searches, il nuovo libro di Vauhini Vara. All’inizio, molti giornali hanno presentato il suo lavoro come qualcosa scritto a quattro mani con l’intelligenza artificiale. Ma l’autrice stessa ha voluto precisare: il suo scopo non era certo quello di creare un’opera insieme all’IA. Voleva, piuttosto, riflettere in modo critico sul ruolo dei modelli linguistici e sul potere enorme che le grandi aziende tecnologiche stanno accumulando.

Nel suo libro, Vara intreccia le conversazioni che ha avuto con ChatGPT con i suoi archivi personali, dimostrando come gli utenti finiscano, spesso senza accorgersene, per dare ancora più forza a queste piattaforme. Il suo esperimento mette in discussione l’idea di una vera “collaborazione” con l’IA. Per esempio, quando ha chiesto a Bing Image Creator di disegnare ingegneri e astronauti, il sistema ha prodotto solo figure maschili. In un altro caso, ChatGPT ha corretto un testo scritto da suo padre, sostituendo il suo inglese indiano, corretto, con un inglese americano standard. Situazioni come queste dimostrano quanto facilmente gli algoritmi possano riprodurre stereotipi culturali e linguistici, anche se si presentano come strumenti neutrali e super-professionali.

Il dibattito è uscito dalle pagine del libro. Le recensioni hanno spesso interpretato l’esperimento di Vara come un progetto condiviso con ChatGPT, rafforzando l’immagine dell’IA come un vero partner creativo. L’autrice, però, ci tiene a sottolineare che un modello linguistico non è una persona e non può avere obiettivi suoi. Una visione molto diversa da quella di OpenAI, che promuove l’IA come un “collega super-competente”. Searches mette in luce una tensione più profonda: il modo in cui il linguaggio della collaborazione contribuisce a creare fiducia in queste nuove tecnologie, senza meritarsela.

Leggi l’articolo completo “ChatGPT may be polite, but it’s not cooperating with you” su The Guardian.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (15/09/2025).

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