La nuova puntata di Non AI Capito, il format breve di AIAIAI Podcast, affronta il divario tra immaginario e realtà, mettendo in discussione la tendenza a rappresentare l’IA come un oggetto fisico o un’entità autonoma, spesso sotto forma di robot
Dall’immaginazione alla realtà
All’inizio, viene presentato un meccanismo piuttosto ricorrente: di fronte a tecnologie nuove e complesse, la tendenza è quella di ricondurre tali tecnologie a immagini familiari. È successo in passato con l’automobile, inizialmente descritta come una “carrozza senza cavalli”, e accade anche oggi con l’intelligenza artificiale. Nell’immaginario collettivo, l’IA assume le sembianze di un robot umanoidi o scenari fantascientifici che sono stati alimentati da anni di film e narrazioni popolari come Her, Terminator, Io, Robot o L’uomo bicentenario. Questa rappresentazione, però, rischia di semplificare e distorcere la comprensione del fenomeno.
L’AI come sistema matematico
La realtà, infatti, è che l’intelligenza artificiale è, nella sua essenza, una struttura fatta di numeri, probabilità e calcoli. Non si tratta di una presenza fisica ma di programmi informatici che funzionano grazie a modelli matematici complessi.
Questa prospettiva ribalta anche un luogo comune diffuso per cui discipline come la matematica e la statistica, spesso considerate astratte o poco applicabili, risultano invece fondamentali per lo sviluppo e il funzionamento dell’IA. Dietro ogni interazione apparentemente “intelligente” si nasconde un processo di calcolo e previsione.
Le 5W dell’intelligenza artificiale
In quest’episodio viene proposta una lettura dell’IA attraverso le cinque W del giornalismo, così da chiarirne natura e funzionamento. Ad esempio, sul piano del what e del why, l’IA viene definita come un insieme di programmi che utilizzano metodi matematici per apprendere e riprodurre abilità umane. Questi programmi, chiamati modelli, sono sviluppati e migliorati perché sempre più performanti e capaci di automatizzare attività complesse, suscitando allo stesso tempo fascino e preoccupazione. Per quanto riguarda il who, invece, non esiste un unico soggetto identificabile come “l’AI”. Esistono invece aziende, sviluppatori e stakeholder che ne detengono il controllo tecnico ed economico. L’IA è un prodotto commerciale, inserito in dinamiche di mercato e regolamentazione, dove dati e lavoro umano giocano un ruolo centrale. Per scoprire il when e il where, guardate la puntata che trovate al link qui sotto.
Tra percezione e realtà
Il divario tra immaginazione e funzionamento reale dell’AI può generare fraintendimenti, paure o aspettative eccessive. La narrazione dominante tende a personalizzare e materializzare l’IA, contrariamente alla sua natura che è profondamente astratta e sistemica.
Tuttavia, dietro questi sistemi esiste una dimensione concreta fatta da anni di ricerca scientifica, lavoro umano, grandi quantità di dati e un significativo impatto in termini di risorse economiche ed energetiche.
L’intelligenza artificiale, quindi, non è un robot da afferrare né un’entità autonoma da temere, ma un’infrastruttura complessa che riflette le scelte, gli interessi e i limiti di chi la progetta e la utilizza.
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Autori episodio: Marinella Quaranta, Ivan Spada e Ilaria Amantea
Studio di produzione: @DigistartMedia

