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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Comunicare con il pensiero grazie all’IA

Immagine astratta di un viso di profilo con un chip nel cervello. Toni acquarellosi azzurrini.

Una donna paralizzata da un ictus da 19 anni vede le proprie parole comparire su uno schermo, senza aprire bocca. Non è fantascienza: è il risultato di un esperimento condotto alla Stanford University, dove un sistema di intelligenza artificiale ha decifrato i segnali neurali del cervello e li ha tradotti in testo in tempo reale.

La tecnologia in questione si chiama BCI, interfaccia cervello-computer, e funziona grazie a microelettrodi impiantati nel cervello che captano l’attività neurale. A fare la differenza, oggi, è il machine learning: algoritmi capaci di riconoscere schemi nei segnali cerebrali associati al linguaggio, con una precisione che ha raggiunto il 97,5% e una velocità di 32 parole al minuto. Ma i ricercatori vogliono andare oltre, captando anche il linguaggio interiore, ossia quei pensieri che formuliamo nella testa senza tentare di pronunciarli. Su quest’ultimo punto, i risultati sono promettenti: in compiti strutturati si arriva al 74% di accuratezza.

Parallelamente a quanto detto in precedenza, in Giappone si lavora alla ricostruzione delle immagini mentali tramite scansioni cerebrali e IA generativa. E nel 2025 un team ha persino ricostruito brani musicali ascoltati dai soggetti, solo analizzando la loro attività cerebrale, tracciando un sentiero verso una vera e propria “comunicazione col pensiero”, diretta e priva di qualunque filtro.

Leggi l’articolo completo How AI can read our scrambled inner thoughts su BBC.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (21/07/2025).

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