Usare ChatGPT o simili significa inevitabilmente condividere informazioni personali che finiscono nei server delle aziende proprietarie. E con OpenAI che sta già testando la pubblicità, è facile immaginare che presto le nostre conversazioni con i chatbot alimenteranno lo stesso sistema di profilazione che sostiene Facebook e Google.
Per questo motivo, a dicembre, Moxie Marlinspike, cofondatore di Signal, ha lanciato Confer per dimostrare che si può fare diversamente. L’interfaccia ricorda ChatGPT o Claude, ma dietro le quinte tutto è pensato per evitare la raccolta dati, con la stessa filosofia open-source che ha reso Signal così affidabile. Difatti, le conversazioni su Confer non possono essere usate per addestrare modelli o targetizzare pubblicità, semplicemente perché l’host non potrà mai accedervi. Marlinspike vede queste protezioni come una risposta alla natura intima del servizio. “È una tecnologia che invita alla confessione“, spiega. “ChatGPT sa più cose delle persone di qualsiasi altra tecnologia precedente. Combinarlo con la pubblicità è come pagare il tuo terapeuta per convincerti a comprare qualcosa.“
Per garantire questa privacy, dunque, servono diversi sistemi che lavorano insieme. Confer cripta i messaggi con passkey WebAuthn e processa tutto in un ambiente di esecuzione protetto verificato da sistemi di attestazione remota.
Leggi l’articolo completo Moxie Marlinspike has a privacy-conscious alternative to ChatGPT su TechCrunch.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (10/06/2025).

