Negli Stati Uniti esiste una piccola costellazione di aziende tech che, invece di scegliere nomi neutri da startup, attinge apertamente all’universo di Tolkien. Non è solo un vezzo da nerd: nel 2025, con l’intelligenza artificiale in auge, questi riferimenti funzionano come bandiere identitarie in una parte precisa del tech americano, quella vicina alla convergenza tra IA, difesa e apparati pubblici.
Il caso più noto è Palantir, che prende il nome dalle “pietre veggenti” della saga de Il Signore degli Anelli, oggetti capaci di vedere lontano. Il collegamento è quasi didascalico: l’azienda vende piattaforme per integrare grandi quantità di dati e trasformarli in decisioni operative. Alla base c’è Alex Karp, cofondatore e CEO, figura anomala tra i big tech per come lega apertamente intelligenza artificiale e potenza governativa, costruendo un’azienda pensata per lavorare con Stato e Difesa. Nello stesso immaginario si muove Anduril Industries, fondata da Palmer Luckey, ex Facebook, con un nome che richiama la spada di Aragorn. Inoltre, l’ecosistema venture vicino a Thiel ripropone Tolkien più volte, come, ad esempio, Valar Ventures e Mithril Capital, società chiamate a tal proposito Rivendell.
Questi nomi, dunque, funzionano come marcatori culturali in un’area dove IA e difesa convergono e dove la reputazione si costruisce anche attraverso l’appartenenza narrativa.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (02/01/2026).

