Daniel Ek lascia la guida di Spotify. Il fondatore della piattaforma svedese che ha rivoluzionato il mercato discografico mondiale non sarà più l’amministratore delegato da gennaio 2026. Al suo posto i vice Alex Norstroem e Gustav Soederstroem, mentre lui resterà presidente del consiglio d’amministrazione e azionista.
Sebbene ciò possa aver suscitato un sentimento di stupore, si tratta di un destino di molti fondatori: prima o poi arriva il momento di lasciare il timone, come accaduto nel 2019 in Alphabet Google con Larry Page e Sergey Brin, o nel 2021 in Amazon con Jeff Bezos, anche se Ek, appena quarantaduenne, è decisamente più giovane dei colleghi quando hanno fatto scelte simili. Per questo motivo, anche se dopo 19 anni ha creato l’azienda, convinto le major discografiche, quotato Spotify a Wall Street e portato l’azienda in utile, il motivo che lo ha spinto a farsi da parte è che negli ultimi mesi il suo nome è apparso spesso associato a Helsing, startup tedesca che produce droni militari utilizzati nella guerra in Ucraina.
La mossa non è passata inosservata. Difatti, dall’estate scorsa diversi artisti hanno minacciato di rimuovere la propria musica da Spotify per protesta, tra cui i Massive Attack di Robert Del Naja, ma non solo: Anche Willie Peyote ha criticato esplicitamente Ek in concerto affermando come “Finanzia i droni con i soldi della musica”.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (10/03/2025).

