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Deepfake e politica: il caso di Cara Hunter

Cara Hunter e i deepfake.

Nell’aprile del 2022 Cara Hunter ricevette un messaggio da uno sconosciuto. Conteneva un video deepfake pornografico: il suo volto sovrapposto a quello di una donna in una scena esplicita. La deputata del SDLP nel Nord Irlanda era a tre settimane dalle elezioni per l’Assemblea. Il video iniziò a circolare su WhatsApp. Arrivarono messaggi ostili, alcune persone cominciarono a evitarla per strada.

Il partito le consigliò di tacere per non amplificare lo scandalo. La polizia disse che non c’erano reati perseguibili e che mancavano strumenti per indagare. Hunter identificò da sola il video originale, ma non scoprì chi l’avesse creato. I familiari furono costretti a guardare il video per verificare che fosse falso. In un bar qualcuno la aggredì verbalmente. Vinse il seggio per 14 voti.

Oggi Hunter ha 30 anni e sta combattendo per promuovere leggi contro i deepfake. Ha sostenuto l’Online Safety Act in Inghilterra e sta incoraggiando iniziative simili in Nord Irlanda. Ha un tumore pituitario e non sa se continuerà in politica fino al 2027. Una cosa però la dice chiara: servono contrassegni obbligatori sui video generati dall’IA. Questi attacchi colpiscono soprattutto le donne e minacciano la democrazia.

Leggi l’articolo completo “‘It was extremely pornographic’: Cara Hunter on the deepfake video that nearly ended her political career” su The Guardian.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (02/12/205).

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