Pagine Facebook gestite dal Vietnam producono quotidianamente contenuti falsi su politici britannici usando l’intelligenza artificiale. Meta ne ha rimosse diverse dopo un’inchiesta della BBC Galles, ma nuove pagine continuano a nascere quasi ogni giorno. Il professor Martin Innes dell’Università di Cardiff le definisce “content farm“: fabbriche digitali di disinformazione, mosse non da ideologia politica ma dal puro profitto generato dalla monetizzazione dei social.
I contenuti spaziano dal grottesco al pericoloso. Tra i casi documentati, ad esempio, vi sono politici ritratti mentre vengono arrestati, mentre si baciano con colleghi o che sostengono apertamente i propri rivali. Alcuni video hanno superato 200.000 visualizzazioni. Nonostante Facebook apponga talvolta etichette che testimoniano la falsità del contenuto, storie simili prive di avviso continuano a circolare indisturbate.
Il problema si fa più urgente in vista delle elezioni gallesi e scozzesi di maggio. Difatti, creare deepfake oggi non richiede più competenze tecniche avanzate, abbassando drasticamente la soglia di accesso alla disinformazione. Di fronte a questo, dunque, diversi politici hanno denunciato esperienze traumatiche, inclusi deepfake sessuali esplicitamente non consensuali e per questo motivo la Commissione Elettorale sta sviluppando strumenti di monitoraggio, ma gli esperti avvertono che questi potranno intervenire solo a danno già avvenuto.
Leggi l’articolo completo Overseas ‘content farms’ creating political deepfakes uncovered su BBC.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (09/08/2025).

