Da dove viene DeepSeek, la startup che sta facendo scricchiolare il vantaggio competitivo dei leader del settore dell’IA e investendo l’industria dell’hardware al punto da provocare un crollo delle azioni di Nvidia?
L’approccio alla base del suo successo è una conseguenza non voluta delle politiche di restrizione delle esportazioni degli Stati Uniti nei confronti della Cina. Le misure in corso a partire dal 2022 limitano l’accesso delle aziende cinesi a chip e componenti hardware, ostacolando le loro opportunità di competizione. Proponendo un’alternativa al paradigma occidentale basato su modelli e risorse computazionali sempre più grandi, DeepSeek ha ottimizzato il fabbisogno della potenza di calcolo.
La startup è nata nel 2023 con le risorse di Fire-Flyer, ramo di ricerca sull’IA a sua volta di proprietà dell’hedge fund cinese High-Flyer. Il fondatore Liang Wenfeng racconta che la decisione di creare il laboratorio non è stata dettata da scopi commerciali, ma da vera e propria curiosità scientifica. Il team R&D è composto da ricercatori che hanno recentemente conseguito dottorati presso le università cinesi. DeepSeek ha fornito ampie risorse computazionali liberamente accessibili, creando un ambiente di fervido scambio collaborativo e libertà sperimentale.
Secondo l’azienda, i benchmark di DeepSeek-R1 supererebbero o1 di OpenAI nell’ambito della matematica e ragionamento, a fronte di una drastica riduzione delle risorse di calcolo. L’istituto di ricerca Epoch AI riferisce che il modello richiede un decimo della potenza computazionale di Llama 3.1 di Meta. Per l’analista Wendy Chang, le “stime esistenti sulla quantità di potenza di calcolo dell’intelligenza artificiale di cui dispone la Cina e sui risultati che può ottenere potrebbero essere stravolte”.
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