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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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Delivery e IA: i rider chiedono trasparenza sui compensi

Rider Just Eat che suona ad un campanello

Sempre più lavoratori della gig economy accusano gli algoritmi di intelligenza artificiale di aver ridotto i loro guadagni, e chiedono a Deliveroo, Uber Eats e Just Eat di aprire la cosiddetta “black box” che decide compensi e assegnazione degli ordini.

A Edimburgo, un gruppo di rider riuniti nel Workers’ Observatory — nato dalla collaborazione tra lavoratori e ricercatori delle università di St Andrews ed Edimburgo — denuncia un netto peggioramento delle condizioni di lavoro negli ultimi anni, parallelo alla crescente automazione dei processi decisionali. I dati raccolti da uno dei rider mostrano un calo costante della paga media per consegna, da 3,67 sterline nel 2023 a 3,42 nel 2026, a parità di ordini gestiti ogni ora. Al centro delle critiche c’è il “dynamic pricing“, il sistema che regola i compensi in base a domanda e offerta in tempo reale, ma la cui logica resta opaca ai lavoratori.

Il caso si inserisce in un contesto più ampio: proprio questa settimana, difatti, autisti Uber di diversi paesi europei hanno avviato un’azione legale collettiva ad Amsterdam, sostenendo che l’algoritmo dell’azienda violi le norme sulla privacy e penalizzi chi si mostra meno disposto ad accettare tariffe basse. Le aziende respingono le accuse, sottolineando che i compensi minimi orari sono garantiti e che le decisioni più rilevanti restano sotto supervisione umana.

Leggi l’articolo completo Food delivery riders call on platforms to open up AI ‘black box’ they say has cut pay su The Guardian.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (05/09/2026).

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