Intervenendo al World Economic Forum di Davos, il CEO di JP Morgan Jamie Dimon avverte che l’intelligenza artificiale potrebbe evolvere troppo rapidamente per la società, generando potenziali “disordini civili” se non accompagnata da adeguate politiche di supporto ai lavoratori. Secondo Dimon, sebbene l’IA prometta benefici straordinari, ad esempio nella produttività e in ambito medico, potrebbe dover essere introdotta gradualmente per “salvare la società”.
Riconoscendo che nel contesto di competizione internazionale fermare il progresso tecnologico non è un’opzione, Dimon ha ribadito che governi e imprese non possono ignorare l’IA, ma una transizione incontrollata potrebbe minare seriamente la tenuta della società. Il leader di JP Morgan ha quindi proposto un approccio graduale che coinvolga governi e imprese nella creazione di programmi di riqualificazione, sostegno salariale e transizioni assistite verso il pensionamento, in particolare per i settori più esposti.
Una posizione diversa emerge dalle parole di Jensen Huang, CEO di Nvidia, per il quale il problema non sarà la perdita di posti di lavoro, quanto la carenza di manodopera. Huang sostiene che l’IA starebbe alimentando la più grande espansione infrastrutturale della storia, creando occupazione in edilizia, industria e servizi tecnici. L’Europa, in particolare, avrebbe l’opportunità di rilanciare la propria manifattura puntando sulla robotica intelligente.
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