Un’indagine di OpenAI ha svelato una campagna di disinformazione russa progettata per accreditare in Occidente l’International Burke Institute, un falso think tank con sede dichiarata a Tel Aviv. Gli operatori utilizzavano ChatGPT per generare post multilingue diffusi poi su varie piattaforme social. L’obiettivo principale era accrescere la visibilità dell’ente, presentandolo erroneamente come una fonte d’analisi geopolitica autonoma.
Le verifiche condotte da testate e reti di fact-checking hanno confermato la manipolazione dei dati presenti sul sito dell’istituto. I report pubblicati risultavano quasi interamente copiati da terzi, mentre i loghi e i profili di autorevoli accademici e di grandi organizzazioni internazionali come Unicef e Sipri erano stati inseriti senza alcuna autorizzazione o collaborazione reale, come confermato dai diretti interessati.
Attraverso indici distorti e report mirati, la struttura diffondeva la tesi della decadenza occidentale e sostenibilità delle posizioni del Cremlino. L’operazione rientra in strategie attribuibili a reti d’influenza legate a Mosca, ideate per diffondere disinformazione e condizionare il dibattito pubblico tramite finti centri di ricerca rispettabili.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (13/03/2025).

