Tre editori su quattro usano l’intelligenza artificiale per comunicati stampa, quarte di copertina, metadati, copertine, illustrazioni e previsioni di vendita. Quanto detto è il quadro che emerge dalla prima indagine sistematica sull’uso dell’IA nell’editoria italiana, realizzata dall’Associazione Italiana Editori e presentata alla fiera Più libri più liberi di Roma.
I dati sono esemplificativi. Difatti, il 75,3% degli editori la utilizza, con i grandi gruppi, con fatturati superiori ai 5 milioni di euro, in cui la percentuale sale al 96,2%, mentre le piccole realtà, con fatturati inferiori ai 100mila euro, la adottano nel 62,5% dei casi. L’IA lavora soprattutto nel back office delle redazioni, con il 67,1% degli editori che la impiega per attività legate all’ufficio stampa e alla comunicazione, il 50,7% per copertine e illustrazioni, il 49,3% per editing e traduzioni.
A testimonianza di questo fermento, più di un editore su quattro è stato contattato da aziende che sviluppano modelli come ChatGPT per licenziare il proprio catalogo, ma solo il 3,7% ha firmato. Dall’altro lato, però, ci sono ancora diversi timori sul diritto d’autore: il 58,8% teme violazioni nei processi di addestramento dei modelli. Pertanto, gli editori stanno sperimentando con consapevolezza, usando licenze professionali che garantiscono controllo sui contenuti, provando a cercare un equilibrio tra innovazione e protezione del copyright.
Leggi l’articolo completo Books embrace artificial intelligence: 75% of Italian publishers use it su Il Sole 24 Ore.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (30/03/2025).

