L’esperto di informatica e IA Marco Arcuri ha utilizzato l’intelligenza artificiale per analizzare il caso irrisolto di Emanuela Orlandi. Arcuri è già noto per aver realizzato nel 2024 una perizia fonica che ha quantificato all’86% la compatibilità tra la voce del reo confesso Marco Accetti e quella del telefonista detto “l’Americano”.
Arcuri ha basato il sistema su modelli pre-addestrati utilizzati in ambito criminologico, come roberta-base e legal-bert, e li ha collegati a GPT4.5, LLama 3 e Grok. Lo ha poi perfezionato attraverso un processo di fine-tuning su circa 13.000 pagine di documenti relativi al caso. L’esperto puntava a ottenere “risposte basate solo su dati logicamente coerenti, non influenzabili da pareri personali“, seguendo una logica simile a quella di un criminologo.
Il dossier fornisce chiavi di lettura inedite sui personaggi coinvolti. Contiene anche molti errori, che confermano la necessità di prendere in considerazione i contenuti generati con estrema cautela, come “un compagno di banco volenteroso ma non infallibile”, commenta lo stesso Arcuri. La commissione bicamerale d’inchiesta potrebbe acquisire questo materiale per le proprie indagini sul cold case. Di recente, ha infatti ingaggiato in veste di consulente il generale dell’Arma Iacopo Mannucci Benincasa, favorevole all’impiego di tecnologie d’avanguardia per fini d’indagine.
Leggi gli articoli completi:
- “Emanuela Orlandi, ecco come è andata secondo l’intelligenza artificiale (AI). «Fu un sequestro simulato per ricattare il Vaticano»” su il Corriere della Sera
- “Il caso Orlandi e l’intelligenza artificiale (AI): «Emanuela morta poco dopo il sequestro, corpo occultato in un luogo controllato»” su il Corriere della Sera
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