L’algoritmo di Facebook per gli annunci di lavoro discrimina in base al genere. È quanto ha stabilito il Défenseur des Droits, l’autorità francese per le pari opportunità, al termine di un’indagine che ha portato alla luce un sistema di targeting pubblicitario profondamente squilibrato.
In Francia, difatti, nove persone su dieci che hanno visualizzato annunci per meccanici erano uomini, mentre la stessa proporzione di utenti raggiunti da offerte per insegnanti della scuola dell’infanzia era composta da donne. Il pattern si ripete con regolarità: otto annunci su dieci per psicologi finiscono davanti agli occhi di donne, sette su dieci per piloti vengono mostrati a uomini. Il giudice ha definito questo meccanismo una discriminazione indiretta basata sul sesso, raccomandando a Meta di adottare misure correttive entro tre mesi. La sentenza, pur non essendo legalmente vincolante, rappresenta un precedente storico: è la prima volta che un’autorità europea riconosce formalmente il carattere discriminatorio dell’algoritmo di un social media.
L’indagine è nata da un esperimento condotto da Global Witness, organizzazione impegnata a monitorare l’impatto delle big tech sui diritti umani, insieme a due associazioni francesi per i diritti delle donne. Nonostante ciò, però, Meta ha respinto le conclusioni del giudice, dichiarando di essere in disaccordo e di star valutando le proprie opzioni.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (16/04/2025).

