I flyer IA invadono social media, vetrine e bacheche nel mondo, alimentando il malcontento di designer e piccoli imprenditori. Il fenomeno è riconoscibile a colpo d’occhio: testo appariscente su sfondo scuro, immagini alterate dall’intelligenza artificiale, icone generiche, frecce e sottolineature sparse senza criterio. Dagli Stati Uniti alla Germania, passando per Irlanda e Canada, si segnalano volantini identici, realizzati con ChatGPT per pubblicizzare eventi, negozi e servizi.
Secondo la designer Kenzi Green, autrice di un video visto quasi 870.000 volte, i marchi che usano questi strumenti finiscono per somigliarsi, perdendo identità visiva. Un altro video sul tema ha superato i 7 milioni di visualizzazioni. Alcuni locali, come il Thomas House Bar di Dublino, hanno vietato manifesti realizzati con l’intelligenza artificiale, mentre la statunitense Death By Stickers vende adesivi ironici per i volantini incriminati.
Per Jonathon Yule, direttore creativo dello studio Concrete di Toronto, a questi poster manca “il fascino” dei lavori di scarsa qualità nati da vincoli reali di tempo e risorse. Cresce il numero di designer che offrono servizi a basso costo garantendo l’assenza di strumenti IA nella grafica.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (08/07/2026).

