Dopo anni difficili, schiacciati dalla fast fashion online a prezzi stracciati e da consumatori più attenti all’ambiente, i grandi marchi della high street britannica provano a rialzare la testa. La ricetta consiste nel prendere in prestito qualche trucco dal lusso senza abbandonare i prezzi accessibili.
Gap lancia una collezione con Victoria Beckham, mentre Marks & Spencer porta alla London Fashion Week una linea subito acquistabile, con metà dei capi sotto le 50 sterline. Topshop, tornato l’anno scorso, è ora in 30 negozi John Lewis e da Liberty. Per M&S la strategia funziona: i clienti under 35 sono cresciuti del 16% in un anno. Asos, invece, scommette sulla tecnologia. Law Roach, lo stylist di Zendaya, è stato nominato stylist-in-residence, e il sito offre stylist basati sull’intelligenza artificiale, prova virtuale e acquisto dell’outfit completo. Il motivo, secondo le ricerche dell’azienda, è che il 68% dei clienti vuole soprattutto capire come abbinare un capo.
Gli esperti invitano però alla cautela. I tessuti restano diversi da quelli dell’alta moda, la sostenibilità è meno sbandierata di un tempo e molti giovani preferiscono il second hand: Vinted è ormai il terzo rivenditore del Paese.
Leggi l’articolo completo A-listers and AI stylists: how high-street brands are staging a fashion comeback su The Guardian.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (31/10/2026).

