Google e Google DeepMind hanno lanciato mercoledì il DeepMind Institute, un’iniziativa pensata per ampliare il dibattito sulla cosiddetta intelligenza artificiale generale (AGI). L’obiettivo dichiarato è far emergere posizioni divergenti tra Google, DeepMind e la comunità scientifica internazionale, con la premessa esplicita che i partecipanti “non saranno sempre d’accordo” e potranno cambiare idea con l’evolvere della ricerca.
Tra i direttori figurano il co-fondatore di DeepMind Shane Legg, che ne è anche managing editor, il dirigente Google James Manyika e il presidente di Google DeepMind Demis Hassabis. La collezione inaugurale conta quattro saggi, a proposito di politiche economiche per gestire la disruzione dell’AGI, principi per il “flourishing” umano, un framework di valutazione dei modelli di frontiera e un testo dei ricercatori di sicurezza Rohin Shah e Anca Dragan sulla trasparenza del ragionamento.
Nel suo saggio, Hassabis (che nei giorni scorsi aveva accolto con favore l’appello di Amodei a un rallentamento coordinato dello sviluppo dell’IA) propone un organismo statunitense che valuti i modelli più avanzati. Il meccanismo prevedrebbe test inizialmente volontari, da sottoporre fino a 30 giorni prima del rilascio. Una volta dimostrata la sua efficacia, il superamento di queste valutazioni diventerebbe requisito obbligatorio per il deployment negli Stati Uniti.
Leggi gli articoli completi:
- Google DeepMind launches institute to widen the AGI debate su TechCrunch
- Demis Hassabis, líder de la IA en Google, se suma a la propuesta de ralentizar su desarrollo: “Es el camino correcto” su El País
Immagine generata tramite DALL-E. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (12/12/2024).

