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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

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Google paga 50 milioni per discriminazione razziale sistematica

Immagine stile acquarello della barra di ricerca di Google. Toni azzurri.

Google ha accettato di pagare 50 milioni di dollari a circa 4.000 dipendenti afroamericani per chiudere una class action che l’accusava di discriminazione razziale sistematica nelle assunzioni, nelle retribuzioni e nelle opportunità di carriera. L’accordo è stato approvato in via definitiva dal Tribunale distrettuale federale per il Distretto Nord della California.

La vicenda ha origine nel 2022, quando April Curley, ex dipendente dell’azienda, ha denunciato quella che definiva una «prassi sistematica» di trattamento iniquo verso i lavoratori neri. La causa ha rapidamente assunto i contorni di una class action, con altri ex dipendenti che si sono uniti alle accuse, descrivendo una cultura aziendale strutturalmente discriminatoria: i neoassunti afroamericani venivano indirizzati verso posizioni inferiori alle loro qualifiche, pagati meno a parità di mansioni e penalizzati nelle valutazioni delle prestazioni.

I numeri raccontano una storia eloquente: nel 2014, su oltre 32.000 dipendenti Google, solo 628 erano afroamericani: l’1,9% del totale. Nel 2021, dopo anni di pressioni pubbliche sulla diversità, la quota era salita al 4,4%, ancora ben al di sotto della media del settore tecnologico statunitense, ferma al 9,1%. A livello dirigenziale, la presenza di dipendenti neri si assottigliava ulteriormente, al 3%.

Leggi l’articolo completo “Google pratica razzismo sistemico”. Pagherà 50 milioni di dollari a 4mila dipendenti afroamericani su la Repubblica.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (21/05/2025).

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