Grok, il chatbot di xAI di Elon Musk, ha creato l’ennesimo casino. Per un periodo ha risposto alle domande degli utenti sostenendo che Musk fosse più intelligente di Leonardo da Vinci, più divertente di Jerry Seinfeld e persino capace di battere Mike Tyson sul ring. Secondo l’IA, il miliardario sarebbe anche più resiliente fisicamente di LeBron James.
Le risposte sono state cancellate dopo che la cosa è diventata virale, in senso negativo. Musk ha dato la colpa a manipolazioni esterne del sistema, parlando di “prompting ostile”. Non è di certo la prima volta che Grok finisce nei guai: a luglio aveva elogiato Hitler con contenuti antisemiti, costringendo xAI a scusarsi pubblicamente. Cosa sarà successo all’azienda dopo quest’incidente? Semplice e paradossale, ha ottenuto un contratto da quasi 200 milioni di dollari con il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti per sviluppare strumenti di intelligenza artificiale.
C’è anche un episodio di giugno, quando il chatbot aveva tirato fuori dal nulla la teoria complottista del “genocidio dei bianchi” in Sudafrica, rispondendo a domande che non c’entravano niente. Con questi nuovi elogi smisurati a Musk, i dubbi sulla tenuta del sistema tornano prepotentemente, ci si torna a chiedere quanto possa essere affidabile un’IA che continua a produrre risposte così fuori controllo.
Leggi l’articolo completo “Elon Musk’s Grok AI tells users he is fitter than LeBron James and smarter than Leonardo da Vinci” su The Guardian.
Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (24/11/2025).

