Groq, startup statunitense di chip per l’IA (da non confondere con Grok che non c’entra nulla, il chatbot sviluppato da xAI, l’azienda di Elon Musk), ha recentemente chiuso un nuovo round di finanziamento da 750 milioni di dollari, raggiungendo una valutazione post-money di 6,9 miliardi. La cifra supera le indiscrezioni di luglio, che parlavano di un aumento di capitale da 600 milioni con valutazione a 6 miliardi.
Groq è stata fondata da Jonathan Ross, ex Google e tra i creatori delle TPU. La startup si propone come alternativa a Nvidia con le sue LPU, unità di elaborazione del linguaggio progettate per ottimizzare l’inferenza dei modelli AI. L’azienda offre soluzioni cloud e hardware on-premise, compatibili con i principali modelli aperti di Meta, Google, OpenAI, Mistral e altri, promettendo prestazioni elevate a costi inferiori.
In poco più di un anno, la valutazione è più che raddoppiata. Infatti, nell’agosto 2024 Groq aveva raccolto 640 milioni di dollari a 2,8 miliardi di valutazione. Secondo PitchBook, i fondi totali superano ora i 3 miliardi. L’azienda dichiara di alimentare applicazioni AI per oltre 2 milioni di sviluppatori, in forte crescita rispetto ai 356.000 del 2023.
Il round è stato guidato da Disruptive con la partecipazione di BlackRock, Neuberger Berman, Deutsche Telekom Capital Partners e altri, oltre a investitori già presenti come Samsung, Cisco, D1 e Altimeter.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (29/12/2024).

