Il nuovo film di Robert Zemeckis, Here, racconta la storia dell’umanità attraverso il tempo, utilizzando una combinazione unica di narrazione, tecnologia avanzata e intelligenza artificiale.
Quando Robert Zemeckis, celebre regista premio Oscar, ha deciso di adattare la graphic novel Here di Richard McGuire, il suo obiettivo era ambizioso: creare un film che raccontasse tutto ciò che è accaduto in un unico luogo, dal tempo dei dinosauri fino ai giorni nostri. Il risultato è un film che fonde una regia rivoluzionaria con le potenzialità dell’intelligenza artificiale.
Un unico set per un viaggio nel tempo
La peculiarità di Here è la sua impostazione scenica: un’unica inquadratura in un soggiorno che si trasforma attraverso le epoche. Dai nativi americani agli inventori, da una famiglia afroamericana contemporanea alla lotta contro il Covid, ogni epoca prende vita davanti agli occhi dello spettatore, dimostrando quanto un semplice spazio fisico possa essere testimone di una storia universale.
Zemeckis e il direttore della fotografia Don Burgess hanno affrontato l’enorme sfida di mantenere la coerenza visiva in un contesto tanto variegato. La soluzione è arrivata grazie a una speciale lente progettata da Panavision, che ha permesso di lavorare su profondità di campo, angolature e dinamiche di luce in modo innovativo.
L’intelligenza artificiale: il cuore della trasformazione degli attori
Uno degli aspetti più discussi di Here è l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per trasformare i protagonisti, interpretati da Tom Hanks e Robin Wright, nel corso dei decenni. Grazie alla collaborazione con lo studio VFX Metaphysic, Zemeckis ha superato uno degli ostacoli tecnologici più complessi: l’Uncanny Valley.
L’IA ha utilizzato migliaia di immagini d’archivio degli attori per creare versioni ringiovanite o invecchiate dei loro volti, con risultati sorprendenti. Per esempio, il software ha elaborato vecchi filmati e interviste di Robin Wright, replicandone il volto ventenne con una precisione tale da rendere l’effetto naturale e realistico.
Per rendere credibile ogni epoca, la tecnologia non si è fermata alla trasformazione degli attori. Gli esterni visibili attraverso le finestre del set sono stati creati utilizzando schermi LED avanzati, che proiettavano paesaggi dinamici in tempo reale. Questo ha permesso a Zemeckis di adattare l’illuminazione e il posizionamento del sole direttamente durante le riprese, evitando lunghe attese in post-produzione.
Le transizioni tra epoche sono accompagnate da cambiamenti nella scenografia, come il modello di televisore o i costumi dei personaggi, per sottolineare lo scorrere del tempo. Ogni dettaglio è stato curato per mantenere il realismo, pur all’interno di un set altamente tecnologico.
Leggi qui l’articolo completo: Tutti i segreti di Here, il nuovo film con un’unica inquadratura (e con Tom Hanks e Robin Wright)
Immagine tratta dal film Here, 2024 (Eagle Pictures)

