HP ha annunciato un ampio piano di ristrutturazione che prevede il taglio di circa il 10% della forza lavoro globale entro il 2028. Si tratta di circa 6.000 posti di lavoro che verranno eliminati nei prossimi tre anni, con l’obiettivo di concentrarsi sull’intelligenza artificiale per aumentare l’efficienza operativa.
Il produttore di computer e stampanti, che contava circa 58.000 dipendenti alla fine di ottobre dello scorso anno, stima costi di ristrutturazione iniziali pari a 650 milioni di dollari. Questi nuovi tagli si aggiungono a una riduzione di circa 7.000 posizioni precedentemente annunciata, cui si sommano ulteriori 1.000-2.000 ruoli. A tal proposito, l’azienda ha spiegato che i licenziamenti fanno parte di un piano più ampio per promuovere innovazione, produttività e soddisfazione del cliente attraverso l’IA, unitamente al guadagno economico che ne conseguirebbe, stimando circa 1 miliardo di dollari di risparmi annuali entro la fine del 2028.
La mossa di HP, ormai, riflette una tendenza diffusa nel settore tecnologico, dove giganti come Google, Microsoft e Amazon hanno già citato l’adozione dell’IA come causa dei tagli occupazionali. Ad esempio, ad ottobre Amazon ha annunciato l’eliminazione di circa 14.000 posizioni amministrative proprio per i cambiamenti organizzativi indotti dall’intelligenza artificiale.
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Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (26/11/2025).

