Hum, il romanzo di Helen Phillips, pubblicato da S&S/Marysue Rucci Books, presenta una visione inquietante e molto plausibile del futuro, un mondo in cui la tecnologia, l’inquinamento e l’isolamento sociale dominano la vita quotidiana.
La protagonista, May, perde il suo lavoro d’ufficio quando i “hums”, robot umanoidi, rendono il suo ruolo obsoleto. Disperata per la difficoltà di trovare un nuovo impiego, accetta di sottoporsi a un esperimento: un’iniezione facciale che rende il suo volto irriconoscibile agli stessi hums. Questo trattamento rappresenta una tecnologia “adversarial AI”, progettata per confondere altri sistemi tecnologici. Tornata a casa, May appare leggermente diversa, una trasformazione che il marito Jem accoglie con rassegnazione: “Ho solo una moglie leggermente nuova”.
May e Jem vivono con i figli, Lu e Sy, in un mondo distopico e degradato dove l’aria è irrespirabile, l’acqua contaminata e la città soffocata dai rifiuti. Gli esseri viventi sono traumatizzati o estinti, e la famiglia stessa è isolata tecnologicamente: ognuno si rifugia nel proprio woom, una camera digitale connessa simile a uno smartphone.
Il romanzo costruisce un’atmosfera opprimente con dettagli inquietanti ispirati a fatti reali, come la storia di una donna che nasconde aghi nelle fragole o l’immagine di un’orca che trasporta il cucciolo morto. La famiglia di May, nonostante la normalità apparente, cerca di sopravvivere e mantenere un equilibrio in questo contesto alienante.
La trama prende una svolta quando May utilizza il denaro guadagnato da un esperimento per portare la famiglia ai Giardini Botanici, una riserva naturale fuori città. Tuttavia, questa fuga si trasforma in un disastro, toccando temi come lo shaming online, il controllo delle grandi aziende tecnologiche e la sorveglianza costante. La tecnologia emerge sia come origine dei problemi che come potenziale soluzione.
Hum è un romanzo avvincente e allo stesso tempo riflessivo. Attraverso una visione nitida e allo stesso tempo terribilmente familiare, esplora temi come l’isolamento tecnologico, il degrado ambientale e l’alienazione sociale. È un mondo in cui il desiderio di normalità e di connessione con la natura si scontra con le spietate logiche della modernità tecnologica. Una lettura ipnotica e inquietante, capace di lasciare un segno profondo.
Leggi qui la recensione intera: Hum by Helen Phillips review – an all-too-plausible vision of the future
Immagine dal profilo instagram @marysueruccibooks

