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Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

Magazine Intelligenza Artificiale: l'IA è più di quello che appare

L’IA accelera la ricerca di farmaci per le malattie neurologiche

rappresentazione astratta di un cervello digitale che rappresenta l'intelligenza artificiale

Farmaci già esistenti, malattie ancora senza cura: l’intelligenza artificiale potrebbe fare da ponte tra i due mondi. È questa la scommessa dello UK Dementia Research Institute di Edimburgo, dove i ricercatori analizzano dati clinici — registrazioni vocali, scansioni oculari, cellule cerebrali coltivate in laboratorio — per capire se terapie già approvate possano essere riutilizzate contro patologie come la SLA.

Gli algoritmi cercano pattern di malattia e prevedono quali molecole potrebbero funzionare, con l’obiettivo di ridurre i tempi di scoperta da decenni ad anni. Esistono circa 1.500 farmaci già sviluppati e approvati per altre condizioni: anche solo uno potrebbe rivelarsi efficace sul cervello senza che ancora lo sappiamo. I campioni di sangue dei pazienti vengono trasformati in neuroni su cui testare i farmaci candidati, con robot e algoritmi di machine learning addestrati a riconoscere — e correggere — la firma molecolare della malattia.

Questo, però, non è un caso isolato: il MIT ha usato l’IA generativa per identificare nuovi antibiotici contro batteri resistenti, Harvard ha sviluppato TxGNN per scovare terapie per malattie rare. Il campo, tuttavia, non è privo di insidie — i recenti dubbi su lecanemab e donanemab per l’Alzheimer lo ricordano — ma il professor Chandran è convinto che siamo al punto di svolta.

Leggi l’articolo completo AI may speed up search for drugs to treat brain conditions su BBC.

Immagine generata tramite DALL-E 3. Tutti i diritti sono riservati. Università di Torino (23/04/2025).

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